Vuoi cambiare amministratore condominiale? Ecco cosa devi sapere

I motivi per decidere di cambiare amministratore condominiale possono essere diversi, ad esempio quando non si è soddisfatti del lavoro svolto, dell’assistenza ricevuta e della reperibilità. Indipendentemente dalla ragione è importante procedere alla revoca dell’amministratore di condominio in carica seguendo l’iter indicato qui sotto:

  1. Parlare con i vicini di casa per verificare il grado di insoddisfazione degli altri condòmini. Laddove sussista un malcontento diffuso, allora si può approfondire la questione della revoca del mandato.
  2. Richiedere un preventivo per la gestione del condominio a un nuovo amministratore condominiale.
  3. Dato che l’incarico dell’amministratore ha valenza annuale, sarà solo al termine di questo periodo di gestione che potrà essere riconfermato o meno.
  4. Nei casi più gravi, laddove attendere la fine del ciclo annuale non sia un’opzione, è possibile procedere alla revoca per giusta causa chiedendo all’amministratore in carica di convocare un’assemblea straordinaria che abbia all’ordine del giorno proprio la revoca dell’amministratore.

La richiesta di convocazione di un’assemblea straordinaria

La richiesta di convocazione di una assemblea straordinaria deve essere avanzata in forma scritta da almeno due condòmini che rappresentino 1/6 del valore dell’immobile in millesimi. La convocazione per l’assemblea dovrà essere recapitata ai condòmini a mezzo raccomandata, almeno 5 giorni prima della data della riunione. È quindi necessario raggiungere il quorum costitutivo in sede di assemblea per procedere alla revoca. In sede di assemblea il condomino o i condòmini che hanno richiesto dei preventivi ad altri amministratori possono presentarli agli altri e mettere ai voti la nuova eventuale nomina.

La legge indica i casi per la revoca del mandato dell’amministratore di condominio per giusta causa

L’articolo 1129 del Codice Civile “Nomina, revoca ed obblighi dell’amministratore” regola i casi di revoca per giusta causa. Ecco alcuni esempi:

  • L’amministratore non convoca l’assemblea per approvare il rendiconto condominiale
  • Si rifiuta di convocare l’assemblea per la nomina di un nuovo amministratore
  • Non viene aperto o utilizzato un conto corrente intestato al condominio
  • Fa confusione nella gestione tra il patrimonio condominiale, quello dell’amministratore o di altri condomìni
  • Promuove un’azione giudiziaria al fine di riscuotere somme dovute al condominio
  • Non comunica lo stato dei pagamenti al condominio, laddove ne venga fatta richiesta

Cosa succede se il tuo vicino vuole cambiare amministratore condominiale e tu invece no?

Se alcuni condòmini non sono soddisfatti del lavoro dell’amministratore mentre altri lo sono può aprirsi una situazione critica che potrebbe minare l’armonia tra vicini. Come sempre, il dialogo è la chiave per comprendere le motivazioni delle parti e venirsi incontro, sia tra vicini sia con l’amministratore stesso. In sede di assemblea condominiale saranno naturalmente i millesimi a pesare nella decisione del cambio dell’amministratore, attraverso una regolare votazione.

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