La presenza di nidi di uccelli in condominio, in particolare rondini e piccioni, può infastidire i condòmini che si ritrovano spesso a dover convivere con gli escrementi dei volatili depositati nelle aree comuni, sui balconi o all’ingresso o a gestire incursioni di uccelli in casa. Per capire come gestire questo problema è utile, innanzitutto, fare una distinzione tra nidi di rondine e nidi di piccione. Scopriamo perché.
Rimozione di nidi di rondine in condominio: cosa dice la legge
I nidi di rondine, rondoni e balestrucci sono tutelati dalla legge. Questi volatili migrano per deporre le loro uova, rientrando nel luogo dove hanno precedentemente nidificato. Capita però che le rondini, una volta tornate in quel luogo, vedano i loro nidi distrutti o rimossi. Il motivo che porta alla rimozione dei nidi di rondine nei condomini è spesso legato alla pulizia, dato che la presenza di un nido di rondini sporca il pavimento sottostante con gli escrementi dei volatili. Per ovviare a questo problema basterebbe inserire un supporto sotto i nidi.
Sarà cura dell’amministratore di condominio incaricare un professionista in grado di installare lo strumento adatto affinché le aree comuni o i balconi non vengano sporcati dagli escrementi delle rondini.
È importante sottolineare come la presenza di un nido di rondini in condominio porti dei vantaggi: questi volatili, infatti, si nutrono di insetti, prevalentemente mosche e zanzare. Una sola rondine è in grado di eliminare circa 3.000 insetti al giorno! Inoltre, è da considerare che la rimozione di un nido di rondine mette a rischio la sopravvivenza di questa specie, già fortemente sotto stress a causa dell’inquinamento.
Questi animali sono, quindi, tutelati da normative europee e nazionali la cui violazione può dar luogo a varie situazioni di illecito.
«1. È vietata in tutto il territorio nazionale ogni forma di uccellagione e di cattura di uccelli e di mammiferi selvatici, nonché il prelievo di uova, nidi e piccoli nati», e, all’art. 21 comma 1, lettera o), vieta «di prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli appartenenti alla fauna selvatica» (Direttiva europea 409/79 CEE, recepita in Italia tramite la Legge n. 157/92, “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, art. 3)
Sono previste, pertanto, sanzioni penali e amministrative per chi distrugge o danneggia i nidi di rondine intenzionalmente e disturba la fauna selvatica durante il periodo della riproduzione. Rondini, rondoni e balestrucci sono classificati fra le specie protette perché a rischio di estinzione. (Convenzione di Berna, ratificata in Italia con Legge 503/1981).
Nidi di piccione in condominio: cosa fare
Un discorso differente va fatto per i piccioni, che non sono volatili migratori ma che sono molto abitudinari, e la cui presenza, spesso, rende quasi impossibile per i residenti usufruire di balconi per stendere i panni o mangiare in terrazzo, ad esempio. Il guano del piccione e le sue piume rendono l’ambiente non solo sporco ma anche insalubre, senza contare il deterioramento precoce delle superfici su cui si depositano, in particolare il marmo. I piccioni purtroppo sono in grado di trasmettere malattie all’uomo e agli animali domestici, proprio per la presenza di parassiti nei loro escrementi. Si può persino giungere all’emanazione di un’ordinanza comunale se la situazione diventa pericolosa per la salute pubblica.
E ancora, i nidi dei piccioni possono intasare grondaie e canali di scolo arrivando a ospitare fino a nove nidiate all’anno.
Cosa fare in un condominio infestato dai piccioni?
1. Bonificare l’ambiente eliminando i nidi e gli escrementi (NOTA BENE: PRIMA DI ELIMINARE IL NIDO È NECESSARIO OTTENERE UNA SPECIALE CONCESSIONE DA PARTE DELL’ASL)
2. Adottare strategie per allontanare i piccioni dal condominio (che vedremo nel prossimo paragrafo)
Nidificando sui tetti e nei sottotetti si potrebbe pensare che i piccioni siano prevalentemente un problema di chi abita nei piani alti del condominio, ma non è così. Si tratta di volatili che scorrazzano volentieri nelle aree comuni e volano su tutti i balconi dello stabile, anche quelli dei piani più in basso.
Metodi per allontanare i piccioni dal condominio
Innanzitutto, si specifica che qualsiasi intervento deve essere gestito da professionisti del settore in aderenza alla normativa vigente, informando sempre prima l’amministratore condominiale del problema e trovando una soluzione comune in sede di assemblea prima di procedere. Cosa può essere installato per liberarsi dei piccioni in condominio:
- Reti antintrusione. Si tratta di reti in nylon con un intreccio che impedisce il passaggio dei volatili
- Dissuasori a punte. Sono strisce con degli aghi in acciaio poste su grondaie, balconi e cornicioni che impediscono ai piccioni di appoggiarsi (Si ricorda che, soprattutto nel caso della facciata, i dissuasori non devono alterare il decoro architettonico dell’edificio).
- Dissuasori elettrici che provocano un lieve scossa innocua per gli uccelli, ma sufficiente a farli allontanare, o dissuasori a ultrasuoni.
I piccioni sono parte della fauna selvatica, perciò non si può adoperare il veleno al fine di eliminarli, ma si devono scegliere metodi che non arrechino dolore o danni a questi volatili.
Un condomino dà da mangiare ai piccioni: cosa fare?
Se un condomino dà da mangiare ai piccioni sulle proprie aree private, ad esempio sul proprio balcone, l’amministratore potrà inviare una diffida a interrompere tale abitudine. Il discorso cambia se dal comportamento del condomino deriva un danno alle parti comuni condominiali o se l’attività viene fatta su una parte comune, come ad esempio il cortile.
L’amministratore condominiale ha il dovere di intervenire provvedendo alla pulizia delle parti che sono state sporcate dai piccioni e che rendono l’ambiente insalubre. Quindi, se previsto dal regolamento, può disporre l’applicazione di una sanzione pecuniaria nei confronti dei condòmini trasgressori (Art. 70 disp. Att. C.c.).
Problema dei volatili in condominio: cosa fare in assemblea
Quando si manifestano problemi di infestazione di piccioni in condominio, ogni condomino può chiedere di discutere il problema in assemblea, facendo inserire la questione all’ordine del giorno. La soluzione tra quelle proposte potrà ritenersi approvata con una quantità di voti pari alla maggioranza dei partecipanti e almeno alla metà del valore dell’edificio. Le spese andranno poi suddivise fra tutti i condòmini, in proporzione ai millesimi di proprietà. Sarà cura dell’amministratore contattare l’ASL o il servizio comunale per avvisare del problema e ottenere le autorizzazioni a procedere con la rimozione del nido.
Se, invece, la situazione legata alla presenza di piccioni in condominio diventa improvvisamente grave e pericolosa, l’amministratore può intervenire nell’immediato senza la previa delibera assembleare, salvo darne informazione alla prima riunione utile. In quest’ultima sede porrà come tema di discussione gli interventi necessari alla sicurezza e salubrità dell’edificio.
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